19 - 22 LUGLIO 2018

Bliss Beat Festival 2012 – Tutto ciò che resta

E' calato il sipario anche sulla seconda edizione del Bliss Beat Festival.
I prati intorno alla Bellaria sono tornati silenziosi. La tensostruttura che ospitava il Main Stage, i gazebo, gli espositori, tutto è sparito. E' tornata la quiete. E' tornato il silenzio. Ma qualcosa è rimasto, palpabile, nell'aria.

E' rimasta l'energia, la forza, la gioia sprigionate in quei quattro giorni, così brevi, e così intensi.

Sono rimaste le voci, i suoni di quei Kirtan che hanno trascinato le persone, le hanno fatte cantare a squarciagola, e ballare che nemmeno il sabato notte in disco..

E' rimasta la sensazione, nel corpo, delle ore di pratica, delle asana, di chi ha provato tutto, è andato oltre i limiti, si è messo alla prova.

E' rimasta, nell'aria, un po' di "Bliss".

E' calato il sipario anche sulla seconda edizione del Bliss Beat Festival.

I prati intorno alla Bellaria sono tornati silenziosi. La tensostruttura che ospitava il Main Stage, i gazebo, gli espositori, tutto è sparito. E' tornata la quiete. E' tornato il silenzio.

Ma qualcosa è rimasto, palpabile, nell'aria.

E' rimasta l'energia, la forza, la gioia sprigionate in quei quattro giorni, così brevi, e così intensi.

Sono rimaste le voci, i suoni di quei Kirtan che hanno trascinato le persone, le hanno fatte cantare a squarciagola, e ballare che nemmeno il sabato notte in disco..

E' rimasta la sensazione, nel corpo, delle ore di pratica, delle asana, di chi ha provato tutto, è andato oltre i limiti, si è messo alla prova.

E' rimasta, nell'aria, un po' di "Bliss".

Sono stati giorni intensi, ricchi di emozioni, ma anche di cose da fare. Il tempo è volato, e l'anima con lui.

Tre sale in cui fare pratica, con differenti workshop tra cui scegliere, a seconda della propria indole, di ciò che il corpo, e il cuore, chiedevano in quel momento.

Il risveglio dolce del suono delle campane tibetane di Sergio di Loreto i primi due giorni, e della voce gentile e morbida di Anita Boscaglia e il suo Yoga Nidra gli ultimi due, per essere accompagnati verso il giorno lentamente, con dolcezza.

Ma anche la possibilità, fuori, all'aperto, coi piedi a sfiorare l'erba ancora umida di brina, di sperimentare il Qi Gong, e i suoi gesti, benefici e rivitalizzanti.

Per poi addentrarci in workshop via via più intensi: l'Acro Yoga di Jamuna Devi, per sperimentare, quasi giocare con il corpo, e con le asana; lo yoga della risata di Davide Giansoldati, che ci ha regalato un nuovo punto di vista, e di vita. O il toccante ed emozionante seminario di Igor Ezendam, che attraverso l'uso della voce e della vocalizzazione ha toccato il cuore, e scosso l'anima nel profondo di chi vi ha partecipato.

E così le giornate si sono susseguite, in un rincorrersi di lezioni, seminari, scoperte e sperimentazioni.

Lo yoga ha incontrato l'arte, in due ore di assoluta magia, quando Gosia e il suo tratto di china hanno dato vita, su un semplice foglio bianco, alle parole di Marco Manrdino, alla sua lezione di Hata Yoga, e ad ognuno dei partecipanti, dipinti con tratti lievi attraverso gli occhi gentili ed attenti dall'artista.

E poi ancora lo Shakti Groove, e il seminario di Liina Tael, in cui, in modi differenti, ma non distanti, lo yoga ha incontrato la danza, per dare vita ad un unico fluire armonico del corpo, ad un canto, ad una meditazione in movimento.

Perché proprio la danza, il canto, e la musica sopra ogni cosa e in ogni sua manifestazione, sono stati grandi protagonisti di questo Festival.

Dall'aperitivo, ogni sera, con Dj set e musica che forse non ci si aspetterebbe di sentire ad un festival yoga, fino ai concerti Kirtan, che fino a notte fonda hanno riempito di suoni e di voci i boschi di Sezzadio.

Perché ai concerti Kirtan si canta, e tanto anche.

A squarciagola, si canta, col cuore, con l'anima, con gli occhi a volte chiusi, ad ascoltare, ed a volte velati di lacrime, perché il Kirtan è canto d'amore.

E l'amore è gioia, esplosione, vita.

E allora ai concerti Kirtan si balla, anche. Si balla fino ad avere male ai piedi, fino a non avere più fiato, fino a sentirti un unico corpo, una cosa sola, con chi è lì con te, a condividere questo piccolo momento di miracolo.

Molti altri sono stati i seminari, molti gli artisti che hanno cantato sul palco. Impossibile raccontarle tutte, senza scadere nella noiosità degli elenchi. Saranno da scoprire, attraverso i video, che circolano su youtube, attraverso il sito del festival, le molte foto e le parole di chi c'è stato.

Poi, però, quello che servirà davvero, sarà l'esperienza diretta, al Festival del prossimo anno, dall'11 al 14 luglio.

Per assaporare l'atmosfera, per provare i vari workshop, per cantare e ballare sotto il cielo più nero e più stellato che abbiate mai visto, per conoscere tante persone, e in soli quattro giorni, scoprire di sentirsi legati ad ognuna di loro.

Per portarsi via un po' di "Bliss".


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Hari Om è una scuola di Yoga per insegnanti di Yoga e per coloro che vogliono approfondire la loro conoscenza dello Yoga.
Accreditata Yoga Alliance e riconosciuta dagli enti sportivi nazionali Italiani (CONI, MSP).

cascina bellaria 

Cascina Bellaria, sede della scuola di Yoga Hari-om,
è una classica cascina di campagna piemontese, in parte risalente alla metà dell'800,
situata in una zona leggermente collinare nelle campagne tra Alessandria e Acqui Terme.




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